Il sondaggio pubblicato da IndexResearch per Piazza Pulita mette
in risalto una serie di elementi significativi:
1. Il Movimento 5 Stelle è al primo posto
per aspettative di voto;
2. Il centro destra domina il gioco
delle coalizioni;
3. Il numero degli indecisi è elevato.
Rank
|
Partito
|
Percentuale
|
1
|
Movimento 5 stelle
|
26,20%
|
2
|
Partito democratico
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25,50%
|
3
|
Lega Nord
|
14,60%
|
4
|
Forza Italia
|
14,20%
|
5
|
Altri partiti
|
6,70%
|
6
|
Fratelli d'Italia
|
5,40%
|
7
|
Articolo uno
|
2,80%
|
8
|
Sinistra italiana
|
2,20%
|
9
|
Alternativa popolare
|
2,00%
|
100%
|
Il Movimento 5 stelle guida la classifica
dei partiti per consenso elettorale. Il risultato del sondaggio indica il Movimento
Cinque Stelle al 26,20% della classifica. Il Partito Democratico è al secondo posto con un valore pari a 25,50%.
La Lega Nord è al terzo posto con un
valore pari a 14,60%. Forza Italia è
al quarto posto della classifica con un valore pari al 14,20%. Gli Altri partiti sono al quinto posto con
un valore pari a 6,70%. Fratelli d’Italia
è al sesto posto con un valore pari al 5,40%. Articolo uno è al settimo posto
con un valore pari al 2,80%. Sinistra italiana è all’ottavo posto con un valore
pari a 2,20%. Alternativa popolare è al nono posto con un valore pari a 2,00%.
CENTRODESTRA
|
|
Lega Nord
|
14,60%
|
Forza Italia
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14,20%
|
Fratelli d'Italia
|
5,40%
|
TOTALE CENTRODESTRA
|
34,20%
|
CENTROSINISTRA
|
|
PD
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25,50%
|
ARTICOLO UNO
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2,80%
|
Alternativa popolare
|
2,00%
|
TOTALE CENTROSINISTRA
|
30,30%
|
Movimento 5 stelle
|
26,20%
|
Il centrodestra domina il gioco
delle coalizioni. I dati mettono in evidenza una dominanza del centrodestra
rispetto al centrosinistra ed anche con riferimento al Movimento 5 Stelle. Il
centro destra viene definito come somma delle aspettative di voto destinate
alla Lega Nord, a Forza Italia e a Fratelli d’Italia con un valore complessivo
pari al 34,20% dei voti. Il centrosinistra è al secondo posto con un valore
pari al 30,30% dei voti. Il centrosinistra viene considerato come una somma di
Partito Democratico, Articolo Uno e Alternativa Popolare. Tuttavia la
percentuale di voti del centrosinistra tende ad essere pari a in caso di
mancanza di Articolo Uno, dovuto alla contrarietà dei bersaniani ad una
alleanza con il Pd renzista sarebbe pari al 27,50%. Il valore del Movimento 5
Stelle tende ad essere ridotto in un confronto di coalizione con un valore pari
a circa il 26,20%.
Le strategie politiche del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle
sembrano essere prive della capacità di modificare l’indirizzo di lungo periodo
della popolazione italiana avente un orientamento conservatore. Il renzismo
come fenomeno di berlusconismo mutuato all’interno del centrosinistra sembra
aver mancato la prova del governo e potrebbe avere degli esiti negativi all’interno
della tornata elettorale. Il Movimento 5 Stelle, esempio pregevole di civismo
orientato ai valori stoici della politica laica, risulta essere privo della
capacità di monopolizzare le elezioni con l’acquisizione della maggioranza dei
voti. Le esperienze di governo locale, all’interno della città di Roma e della
città di Torino, anche se con risultati diversificati, positivi per Torino e
quasi-negativi per Roma, risulta avere un impatto basso sul fascino elettorale
del Movimento 5 Stelle come forza di governo egemone nelle elezioni. Gli italiani
conservano una predisposizione per il voto moderato di centro destra che
potrebbe portare al ritorno dei forzisti, dei leghisti e della destra all’interno
della condizione di controllo della politica italiana.
Il mood della popolazione italiana sembra essere orientata a
privilegiare una condizione di centro-destra forse anche per i temi proposti:
immigrazione, difesa delle imprese e delle produzioni nazionali, atteggiamento
critico nei confronti dell’Unione Europea, riconoscimento del ruolo delle
autonomie locali, rivendicazione delle tasse versate come servizi fruibili nei
confronti dei cittadini. La capacità del centrosinistra di recuperare sui temi
anche dell’efficientamento della macchina organizzativa dello Stato insieme con
la risoluzione della questione delle pensioni nel dialogo tra giovani ed
anziani pone delle problematiche mediatiche all’interno della scelta delle
strategie elettoralistiche. Tuttavia occorre anche considerare l’efficienza del
governo Gentiloni nell’essere un governo tecnico in grado di esercitare un
moderatismo istituzionale in grado di mediare tra esigenze finanziarie dello
Stato in termini di gettito fiscale, orientamento europeista in termini di
conti pubblici e attenzione nei confronti di una dimensione economica sociale
della popolazione italiana in un processo di crescita del prodotto interno
lordo e di riduzione della disoccupazione.
L’orientamento di lungo periodo della popolazione italiana sembra
essere difficile da modificare nello shortermismo elettoralistico e tuttavia
sia il centrosinistra, sia il M5S hanno delle capacità di operare per
realizzare un tipo di comunicazione in grado di essere efficiente nella
crescita dei voti.
Il numero degli indecisi, degli
astensionisti e delle schede bianche e nulle. Secondo i dati del sondaggio
gli astensionisti sarebbero pari ad un valore del 37,40% degli intervistati. La
percentuale degli indecisi sarebbe pari ad un valore del 16,70%. Il valore
delle schede bianche e nulle sarebbe pari ad un valore di 2,10%.
Il valore elevato degli astensionisti è grave in nel regime
democratico in quanto segna un grado di mancanza di fiducia e di interesse ed
anche di passione politica nei confronti delle istituzioni pubbliche. Inoltre
occorre considerare anche la dimensione sociale dell’astensionismo: le persone
e le famiglie aventi un reddito basso, viventi in condizioni di povertà ed
anche in una condizione di isolamento sociale possono essere colpite dal
fenomeno dell’astensionismo elettorale con effetti regressivi sulle condizioni
finanziarie, e sociali. L’astensionismo elettorale diventa anche una condizione
di peggioramento delle condizioni dell’eguaglianza data la capacità dell’elettorato
attivo e partecipante di fare pressione sugli eletti per ottenere dei vantaggi
in termini di diritti, guarentigie, protezioni, e lobbying. Il fenomeno dell’astensionismo
è molto diffuso all’interno delle democrazie occidentali e segna anche la fine,
e la difficoltà di riprendere, forme di politiche economiche statali in grado
di aumentare la capacità degli ultimi di partecipare all’esercizio pieno dei
diritti di cittadinanza comprensivi del diritto allo studio, del diritto alla
salute, del diritto alla vita dignitosa ed anche alla capacità di partecipare
sia con l’impegno materiale sia con l’impegno spirituale alla vita politica e
sociale della comunità-stato.
Gli indecisi, pari ad un valore del 16,70% secondo il sondaggio, hanno
un ruolo fondamentale nel decidere la vittoria alle elezioni politiche.
Tuttavia il voto degli indecisi tende ad essere un voto maggioritario ovvero un
voto orientato a votare per il partito politico o coalizione politica prossima
alla vittoria. Il voto degli indecisi tende quindi ad essere favorevole nei
confronti delle coalizioni e dei partiti politici in testa nei sondaggi
elettorali. Una parte degli indecisi viene anche intercettato dai movimenti politici
aventi una capacità di essere orientati nei confronti di proposte estreme,
oppure radicali, ovvero orientate a mobilitare dall’interno la partecipazione
degli individui al consesso elettorale. Una parte degli indecisi può anche
essere trasformata in astensione. Tuttavia la campagna elettorale, con l’approssimazione
alla data delle votazioni, tende ad essere spinta nei confronti degli indecisi,
per estorcere il “voto utile” ovvero quel voto privo di dispersione, un voto
che sarebbe dato per procedere alla realizzazione di una vittoria elettorale. I
partiti ed i movimenti politici utilizzano gli strumenti di marketing e della
pubblicità per procedere ad indirizzare gli indecisi nei confronti del voto
intelligente, del voto utile, del voto vincente. La retorica del voto utile,
del voto indispensabile per procedere all’acquisizione dell’affermazione nelle
urne sortisce un qualche effetto positivo su di una parte degli indecisi e
consente di ottenere dei vantaggi in termini di aumento della partecipazione.
Tuttavia se per voto intendiamo una espressione anche critica di un giudizio
popolare nei confronti dell’operato dei governi e nei confronti delle liste
presenti alla competizione elettorale allora la manifestazione di un voto
gregario risulta avere un valore ridotto nel senso della costruzione di una
coscienza civile di un popolo per quanto sia valido nell’espressione del
diritto di voto individuale.
Conclusione. I dati raccolti dal sondaggio mettono in risalto il ruolo
degli orientamenti politici di lungo periodo nello “shaping” delle preferenze
elettorali di breve periodo. Anche se il berlusconismo è stato attaccato, e
nonostante l’affermazione di renzismo e M5S la popolazione sembra orientata a
premiare i centrodestra. Tuttavia è probabile che all’interno di un processo di
crescita della tensione all’interno della competizione elettorale le
competizioni cerchino di convergere sui temi fondamentali dell’immigrazione,
dell’eguaglianza, dell’Europa e della crescita economica e che quindi sia il
renzismo come governance del centrosinistra, sia il pentastellarismo possano
acquisire consensi crescenti nella crescita della partecipazione al bene
comune.

