lunedì 9 ottobre 2017

Le preferenze di voto degli italiani: conservatorismo, renzismo e pentastellarismo




Il sondaggio pubblicato da IndexResearch per Piazza Pulita mette in risalto una serie di elementi significativi:
1.      Il Movimento 5 Stelle è al primo posto per aspettative di voto;
2.      Il centro destra domina il gioco delle coalizioni;
3.      Il numero degli indecisi è elevato.

Rank
Partito
Percentuale
1
Movimento 5 stelle
26,20%
2
Partito democratico
25,50%
3
Lega Nord
14,60%
4
Forza Italia
14,20%
5
Altri partiti
6,70%
6
Fratelli d'Italia
5,40%
7
Articolo uno
2,80%
8
Sinistra italiana
2,20%
9
Alternativa popolare
2,00%


100%
Il Movimento 5 stelle guida la classifica dei partiti per consenso elettorale. Il risultato del sondaggio indica il Movimento Cinque Stelle al 26,20% della classifica. Il Partito Democratico è al secondo posto con un valore pari a 25,50%. La Lega Nord è al terzo posto con un valore pari a 14,60%. Forza Italia è al quarto posto della classifica con un valore pari al 14,20%. Gli Altri partiti sono al quinto posto con un valore pari a 6,70%. Fratelli d’Italia è al sesto posto con un valore pari al 5,40%. Articolo uno è al settimo posto con un valore pari al 2,80%. Sinistra italiana è all’ottavo posto con un valore pari a 2,20%. Alternativa popolare è al nono posto con un valore pari a 2,00%.


CENTRODESTRA
Lega Nord
14,60%
Forza Italia
14,20%
Fratelli d'Italia
5,40%
TOTALE CENTRODESTRA
34,20%


CENTROSINISTRA
PD
25,50%
ARTICOLO UNO
2,80%
Alternativa popolare
2,00%
TOTALE CENTROSINISTRA
30,30%


Movimento 5 stelle
26,20%
Il centrodestra domina il gioco delle coalizioni. I dati mettono in evidenza una dominanza del centrodestra rispetto al centrosinistra ed anche con riferimento al Movimento 5 Stelle. Il centro destra viene definito come somma delle aspettative di voto destinate alla Lega Nord, a Forza Italia e a Fratelli d’Italia con un valore complessivo pari al 34,20% dei voti. Il centrosinistra è al secondo posto con un valore pari al 30,30% dei voti. Il centrosinistra viene considerato come una somma di Partito Democratico, Articolo Uno e Alternativa Popolare. Tuttavia la percentuale di voti del centrosinistra tende ad essere pari a in caso di mancanza di Articolo Uno, dovuto alla contrarietà dei bersaniani ad una alleanza con il Pd renzista sarebbe pari al 27,50%. Il valore del Movimento 5 Stelle tende ad essere ridotto in un confronto di coalizione con un valore pari a circa il 26,20%.
Le strategie politiche del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle sembrano essere prive della capacità di modificare l’indirizzo di lungo periodo della popolazione italiana avente un orientamento conservatore. Il renzismo come fenomeno di berlusconismo mutuato all’interno del centrosinistra sembra aver mancato la prova del governo e potrebbe avere degli esiti negativi all’interno della tornata elettorale. Il Movimento 5 Stelle, esempio pregevole di civismo orientato ai valori stoici della politica laica, risulta essere privo della capacità di monopolizzare le elezioni con l’acquisizione della maggioranza dei voti. Le esperienze di governo locale, all’interno della città di Roma e della città di Torino, anche se con risultati diversificati, positivi per Torino e quasi-negativi per Roma, risulta avere un impatto basso sul fascino elettorale del Movimento 5 Stelle come forza di governo egemone nelle elezioni. Gli italiani conservano una predisposizione per il voto moderato di centro destra che potrebbe portare al ritorno dei forzisti, dei leghisti e della destra all’interno della condizione di controllo della politica italiana.
Il mood della popolazione italiana sembra essere orientata a privilegiare una condizione di centro-destra forse anche per i temi proposti: immigrazione, difesa delle imprese e delle produzioni nazionali, atteggiamento critico nei confronti dell’Unione Europea, riconoscimento del ruolo delle autonomie locali, rivendicazione delle tasse versate come servizi fruibili nei confronti dei cittadini. La capacità del centrosinistra di recuperare sui temi anche dell’efficientamento della macchina organizzativa dello Stato insieme con la risoluzione della questione delle pensioni nel dialogo tra giovani ed anziani pone delle problematiche mediatiche all’interno della scelta delle strategie elettoralistiche. Tuttavia occorre anche considerare l’efficienza del governo Gentiloni nell’essere un governo tecnico in grado di esercitare un moderatismo istituzionale in grado di mediare tra esigenze finanziarie dello Stato in termini di gettito fiscale, orientamento europeista in termini di conti pubblici e attenzione nei confronti di una dimensione economica sociale della popolazione italiana in un processo di crescita del prodotto interno lordo e di riduzione della disoccupazione.
L’orientamento di lungo periodo della popolazione italiana sembra essere difficile da modificare nello shortermismo elettoralistico e tuttavia sia il centrosinistra, sia il M5S hanno delle capacità di operare per realizzare un tipo di comunicazione in grado di essere efficiente nella crescita dei voti.

Il numero degli indecisi, degli astensionisti e delle schede bianche e nulle. Secondo i dati del sondaggio gli astensionisti sarebbero pari ad un valore del 37,40% degli intervistati. La percentuale degli indecisi sarebbe pari ad un valore del 16,70%. Il valore delle schede bianche e nulle sarebbe pari ad un valore di 2,10%.
Il valore elevato degli astensionisti è grave in nel regime democratico in quanto segna un grado di mancanza di fiducia e di interesse ed anche di passione politica nei confronti delle istituzioni pubbliche. Inoltre occorre considerare anche la dimensione sociale dell’astensionismo: le persone e le famiglie aventi un reddito basso, viventi in condizioni di povertà ed anche in una condizione di isolamento sociale possono essere colpite dal fenomeno dell’astensionismo elettorale con effetti regressivi sulle condizioni finanziarie, e sociali. L’astensionismo elettorale diventa anche una condizione di peggioramento delle condizioni dell’eguaglianza data la capacità dell’elettorato attivo e partecipante di fare pressione sugli eletti per ottenere dei vantaggi in termini di diritti, guarentigie, protezioni, e lobbying. Il fenomeno dell’astensionismo è molto diffuso all’interno delle democrazie occidentali e segna anche la fine, e la difficoltà di riprendere, forme di politiche economiche statali in grado di aumentare la capacità degli ultimi di partecipare all’esercizio pieno dei diritti di cittadinanza comprensivi del diritto allo studio, del diritto alla salute, del diritto alla vita dignitosa ed anche alla capacità di partecipare sia con l’impegno materiale sia con l’impegno spirituale alla vita politica e sociale della comunità-stato.
Gli indecisi, pari ad un valore del 16,70% secondo il sondaggio, hanno un ruolo fondamentale nel decidere la vittoria alle elezioni politiche. Tuttavia il voto degli indecisi tende ad essere un voto maggioritario ovvero un voto orientato a votare per il partito politico o coalizione politica prossima alla vittoria. Il voto degli indecisi tende quindi ad essere favorevole nei confronti delle coalizioni e dei partiti politici in testa nei sondaggi elettorali. Una parte degli indecisi viene anche intercettato dai movimenti politici aventi una capacità di essere orientati nei confronti di proposte estreme, oppure radicali, ovvero orientate a mobilitare dall’interno la partecipazione degli individui al consesso elettorale. Una parte degli indecisi può anche essere trasformata in astensione. Tuttavia la campagna elettorale, con l’approssimazione alla data delle votazioni, tende ad essere spinta nei confronti degli indecisi, per estorcere il “voto utile” ovvero quel voto privo di dispersione, un voto che sarebbe dato per procedere alla realizzazione di una vittoria elettorale. I partiti ed i movimenti politici utilizzano gli strumenti di marketing e della pubblicità per procedere ad indirizzare gli indecisi nei confronti del voto intelligente, del voto utile, del voto vincente. La retorica del voto utile, del voto indispensabile per procedere all’acquisizione dell’affermazione nelle urne sortisce un qualche effetto positivo su di una parte degli indecisi e consente di ottenere dei vantaggi in termini di aumento della partecipazione. Tuttavia se per voto intendiamo una espressione anche critica di un giudizio popolare nei confronti dell’operato dei governi e nei confronti delle liste presenti alla competizione elettorale allora la manifestazione di un voto gregario risulta avere un valore ridotto nel senso della costruzione di una coscienza civile di un popolo per quanto sia valido nell’espressione del diritto di voto individuale.



Conclusione. I dati raccolti dal sondaggio mettono in risalto il ruolo degli orientamenti politici di lungo periodo nello “shaping” delle preferenze elettorali di breve periodo. Anche se il berlusconismo è stato attaccato, e nonostante l’affermazione di renzismo e M5S la popolazione sembra orientata a premiare i centrodestra. Tuttavia è probabile che all’interno di un processo di crescita della tensione all’interno della competizione elettorale le competizioni cerchino di convergere sui temi fondamentali dell’immigrazione, dell’eguaglianza, dell’Europa e della crescita economica e che quindi sia il renzismo come governance del centrosinistra, sia il pentastellarismo possano acquisire consensi crescenti nella crescita della partecipazione al bene comune. 







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